Si chiama Piazza, ma nella realtà non possiede affatto un luogo che possa chiamarsi tale. Manca insomma una vera ‘piazza’, ma nell’etimo locale ‘piazza’ sta per ‘piana’, riferita alla luminosa conca sotto il paese. Piazza Brembana è un insediamento ‘di strada’, come lo sono tanti in queste valli, allineato lungo la strada principale che, un tempo era la Priula. La si può riconoscere non nella posteriore Via Belotti, ma nella via parallela più a monte intitolata prima ai Fratelli Calvi e più avanti a S. Bernardo. C’è anche un passaggio porticato e ci sono i vecchi lavatoi. Piazza è il nucleo principale dell’alta valle Brembana. Geograficamente è il luogo ove convergono le vallate minori, tributarie del Brembo. Amministrativamente fu capoluogo di mandamento che, più o meno, corrisponde a essere oggi l’abitato sede della locale Comunità Montana. Qui fanno capolinea gli autobus da Bergamo, qui si trovano alberghi e ristoranti perché Piazza ha da difendere una discreta fama turistica oltre che essere un centro artigianale per la lavorazione del legno. Il paese va visto nei particolari: bei portali ornati, cornici di finestre in pietra e con decori dipinti. E nella Parrocchiale, dove fa bella mostra di sé un polittico datato 1503, opera di Lattanzio da Rimini. Raffigura l’episodio in cui S. Martino dona il suo mantello al povero. Negli scomparti laterali, ammira e loda la scena una nutrita schiera di santi.