L’alpigiano tornava a casa a notte fonda. La volta del cielo era piena di stelle, l’aria frizzante come tutte le estati sulle montagne della Valtellina. La campanella della Madonnina batteva rintocchi lenti e ritmati, eppure non c’era vento e nessuno che la muovesse. La chiesuola stava al bordo del cammino, quasi aggrappata alla strada per timore di cadere giù per i prati. E proprio da quella parte salivano delle luci e poi delle ombre, e poi delle strane folate d’aria come di qualcuno che ti passi accanto ma non lo vedi. L’alpigiano non capì subito, ma si trattava delle anime dei defunti che si recavano alla Messa dei Morti. L’eco di questa lugubre leggenda è ancora viva fra la gente di Albaredo per San Marco, nella valle del Bitto, sopra Morbegno. L’oratorio della Madonna della Grazie si trova circa un’ora sopra il paese, lungo l’antica mulattiera selciata che portava al Passo San Marco, frequentata via di comunicazione con la Bergamasca. È una bella passeggiata che d’estate si completa con un buon banchetto al ristoro dei Prati Nuovi. L’edificio, pur nella sua rustica fattura, richiama il Settecento e i suoi orpelli decorativi. La facciata è preceduta da un portichetto destinato al riposo dei viandanti. All’interno è conservato un dipinto di G.Giuseppe Kauffmann, padre della più nota Angelica Kauffman, artista vissuta a Morbegno intorno al 1740.