Da Morbegno si può osservare l'imponente costiera dei Cèch, caratteristica per i suoi terrazzamenti coltivati a vite e per gli abitati ora più popolati, ora meno, collegati da una miriade di strade e sentieri che ne danno un'immagine d'altri tempi.

"Cèch" un appellativo dalle origini misteriose, anche se ormai le attribuzioni sono diverse: cèch, cioè Franchi, un popolo che abitò il territorio nell'alto medioevo e che influenzò notevolmente modi di vita e costumi; oppure "ciechi" perché convertitisi per ultimi al Cristianesimo.

Partendo dal fondovalle si trova la fascia dei vigneti, che grazie al clima mite hanno trovato il loro habitat ideale; camminando lungo i sentieri, tra un vigneto e l'altro si notano gerani e gigli rossi che crescono spontaneamente. Più su fino a 1000 m. di altezza ci sono boschi di castagni, aceri, pioppi tigli carpini, che poi lasciano posto alle conifere costituite soprattutto da pino silvestre ma anche da abete bianco, abete rosso. larice. Anche il patrimonio faunistico è arricchito dalla presenza di esemplari caratteristici della zona alpina: cervi, caprioli, volpi, tassi, marmotte. L'aquila reale, i falchi, lo sparviero, la poiana sono gli esemplari presenti dell'avifauna della zona.

Percorrere le numerose strade dei Cèch è l'occasione per apprezzare oltre alle testimonianze e alle opere d'arte di una civiltà tutta particolare, una semplice architettura costituita da agglomerati rustici con ballatoi scuriti dal trascorrere del tempo, ma vivacizzati da macchie dorate delle pannocchie appese ad asciugare, scale che si intersecano, legnaie , fienili, accanto a locali abitati, Questi nuclei sono conservati dalle famiglie proprietarie quasi per trasmettere alle generazioni future "l'anima" del passato. Scopriamo ora le peculiarità dei centri che popolano questa splendida costiera.

Traona, in posizione centrale rispetto alla montagna dei Cèch era insieme a Morbegno uno dei centri in cui era suddiviso il Terziere Inferiore della Valtellina, ciascuno col proprio Podestà. Il paese ha avuto una notevole espansione verso il piano e verso la frazione Valletta, ma ha conservato un centro storico signorile al quale si accede attraverso un "Arco Settecentesco" per ammirare bei palazzi storici che evidenziano caratteristiche del 500: il Palazzo Vertemate, a quale sono stati sottratti affreschi dell'epoca e la Casa Bellotti e Massironi con un bel cortile ed archivi; del 600 il palazzo Parravicini - De Lunghi; del 700 casa Torri e Palazzo Parravicini, ora sede di un istituzione assistenziale che conserva la sua struttura originaria che sovrasta un ampio giardino.