Il grandioso apparato dei vigneti valtellinesi si regge sulla fatica del lavoro di secoli. E' un'opera straordinaria, iniziata nel Medioevo - i primi documenti che attestano della coltura della vite in Valtellina risalgono al IX e X secolo - e proseguita fino a oggi con manutenzioni attente. La fase più intensa pare risalga al XV e XVI sec. quando ebbe inizio la commercializzazione dei vini valtellinesi sui mercati d'oltralpe. Si tratta di lembi di campi orizzontali con una inclinazione molto inferiore a quella naturale della montagna, disposti a gradinata e sostenuti da muri a secco dove allignano filari di vite. La vite è sostenuta da sostegni in legno di castagno o in lastre di gneiss (oggi da pali in cemento) su cui sono apposte stanghe orizzontali o fili metallici. Sotto ai filari, grazie al particolare microclima, appaiono in primavera le fioriture violacee del cipollaccio col fiocco (Muscari comosum), quelle bianche dell'ornitogalo, quelle verdi dell’asparago.