Di essa restano i muri perimetrali, il campanile a vela e un affresco di fine Ottocento con il santo e un cavaliere, ovvero San Fedele. La distruzione, è stata causata dalle alluvioni del torrente Casenda che costrinse ad alzare di continuo il piano della chiesa. Si ritiene che questo edificio erediti il sito della scomparsa Summolacu, di romana memoria: secondo l’Itinerario di Antonino (II sec. d. C.), indicava il tracciato della strada da Milano a Coira attraverso i valichi del Settimo e del Julier. La scomparsa del capoluogo causò la dispersione del toponimo su un vasto territorio così che ancora oggi con il nome di Samolaco s’intende un comune sparso con vari abitati.